Bio

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Sono nata  a Roma nel 1968 dove mi sono laureata in Letteratura Francese all’Università La Sapienza con la tesi “Voltaire e la teoria del teatro” con 110 e lode. Ho ottenuto l’abilitazione per l’insegnamento in storia dell’arte per le scuole secondarie. Sono anche  svizzera, originaria del Ticino. La mia famiglia paterna è originaria della Svezia, e fu pioneristica nel contribuire a fondare la Società Teosofica a Sydney in Australia alla fine del XIX secolo.

Ho studiato lavorando nella galleria d’arte di famiglia di Roma fino al 2006, una galleria specializzata in artisti contemporenaei di paesi est europei. Fra gli artisti esposti: Tadeusz Kantor, Henryk Stazewski, Ryszard Otreba, Miklos Erdely, Julius Gyula, Jaroslaw Kozakiewicz, Getulio Alviani. Nel 2003 è stato pubblicato il mio primo romanzo “La sindrome di Salomone” (Oèdipus ed.). Scrivo poesie. Sono stata autrice e conduttrice di programmi culturali radiofonici in Inglese per Rai International dal 2006 al 2009, quindi ho scritto di arte, teatro e cinema come free lance (Avanti!, Casa Vogue, L’Uomo Vogue, Il Messaggero, Art Passions, Cahiers du Cinéma).  Fra gli articoli che scritto con interviste: Wim Wenders, Francesco Clemente, Rafel Jablonka, Romeo Castellucci, William Kentridge, Doug Aitken, Robert Wilson, Tony Oursler, Joan Jonas, Massimiliano Gioni, David Zwirner, Thomas Schütte, Barbara Kasten, Wael Shawky, Ed Ruscha. Nel 2015-2017 mi sono trasferita a Düsseldorf dove sono diventata scultrice frequentando artisti vicini all’Accademia di cui ho scritto. Da allora la mia vita è cambiata radicalmente. Ora vivo a Roma.

Gli artisti il cui lavoro è per me un riferimento sono Eva Aeppli, Marisol, Francis Upritchard, Nathalie Djurberg, Juan Muñoz, Jimmie Durham, Thomas Schütte.

Amo molto il cinema. I miei registi preferiti sono Elio Petri, John Cassavetes, Rainer Werner Fassbinder, Roman Polanski, Per Fly, David Lynch.

Sia nella scrittura sia nella scultura, quello che cerco è una coreografia che – attraverso il suono delle parole o il segno nella materia – capti nel ritmo un dettaglio dell’esistenza. Per questo la musica è cruciale mentre lavoro. Pitture e sculture sono per me epifanie sinestetiche, cioè colori e forme che collocano idee e sensazioni nel tempo-spazio. Nelle opere con le parole, mi interessa come il linguaggio stia diventando letterale: come le parole fuori dal contesto linguistico perdano il significato, come la perdita del senso astratto e metaforico riduca le parole a segni senza contenuto.

Il gioco è insito nell’essere umano come la paura, la ricerca del cibo e il piacere. E’ un fattore chiave nel mio operare, che sia gioco di forme o gioco di parole. L’approccio ludico mi permette di esserci senza manifestarmi.

Foto Angela“Approdo” (Haven), Roma, 4/10/2018

I was born in Rome in 1968 where I graduated in French Literature at La Sapienza University with the thesis “Voltaire and the Theory of Theater” (110 with honors). I obtained the Italian high school teaching qualification  in art history. I am also Swiss, from Ticino. My paternal family had Swedish origins and was pioneering in contributing to fund the Theosophic Society in Sydney, Australia, at the end of XIX century.

While studying, I worked until 2006 in the art gallery Spicchi dell’Est (later Café Europe Centro di Arte Contemporanea) in Rome, which focused on contemporary Eastern European artists. Among the exhibited artists: Tadeusz Kantor, Henryk Stazewski, Ryszard Otreba, Miklos Erdely, Julius Gyula, Jaroslaw Kozakiewicz, Getulio Alviani. in 2003 my first novel “Salomon’s Syndrome” (Oèdipus ed.) was published. I write poems. I’ve been author and host of English radio cultural programs for Rai International from 2006 to 2009. Since 2009 I have written articles and essays on art, theater and cinema, as a free lance (Avanti!, Casa Vogue, L’Uomo Vogue, Il Messaggero, Art Passions, Cahiers du Cinéma).  Among others, I wrote articles (with interviews) about: Wim Wenders, Francesco Clemente, Rafael Jablonka, Romeo Castellucci, William Kentridge, Doug Aitken, Robert Wilson, Tony Oursler, Wael Shawky, Joan Jonas, Massimiliano Gioni, David Zwirner, Thomas Schütte, Barbara Kasten, Ed Ruscha. In 2015-2017 I moved to Düsseldorf where I became a sculptress being close to artists from the Academy I had written about. Since then my life has radically changed. I am now based in Rome.

The artists whose work is a reference to me are Eva Aeppli, Marisol, Francis Upritchard, Nathalie Djurberg, Juan Muñoz, Jimmie Durham, Thomas Schütte.

I am fond of movies. My favorite directors are Elio Petri, John Cassavetes, Rainer Werner Fassbinder, Roman Polanski, Per Fly, David Lynch.

When I sculpt or write, I look for a choreography which can catch – through words’ sound or the sign on the matter – the rhythm in a detail of existence. This is why music is crucial while I work. The paintings and the sculptures are for me synaesthetic epiphanies, colors and shapes that place ideas and feelings into space and time. With my works with words, I investigate the way language is becoming literal: how the words, when out of context, lose their meaning and how the loss of abstract and metaphorical meaning reduce words into meaningless signs.

Playing is inherent to human beings, together with fear, search for food and pleasure. It is a key factor in my work, either playing with forms or with words. The playful approach allows me to be there without showing myself.