Bio

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Sono un’artista e scrittrice italo-svizzera, nata a Roma nel 1968. Mi sono laureata in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma con la tesi “Voltaire e la teoria del teatro”.

La mia famiglia paterna è originaria della Sardegna e dell’Australia. Il mio bisnonno lasciò la Svezia alla fine del XIX secolo ed emigrò in Australia dove fu co-fondatore della Società Teosofica di Sydney, che si occupò attivamente di emancipazione femminile.

Ho studiato lavorando in una galleria d’arte di Roma fino al 2006,  fra gli artisti alle cui mostre ho collaborato: Tadeusz Kantor, Szymon Urbanski, Jaroslaw Kozaziewicz, Henryk Stazewski, Getulio Alviani, Eustachy Kossakowski, Miklos Erdély. Nel 1996-97 ho seguito corsi di arte drammatica con l’attore Julio Solinas e recitato come protagonista nella pièce da lui diretta “Radia”, da “La Peste” di Camus. Nel 2003 è stato pubblicato il mio primo romanzo “La sindrome di Salomone” (Oèdipus ed.). Scrivo poesie. Nel 2005 sono stata ideatrice e relatrice della tavola rotonda “Dal Costruttivismo alla web art” all’Istituto Polacco di Roma, con Andrzej Turowski, Giacinto Di Pietrantonio, Getulio Alviani, Elena Giulia Rossi. Nel 2008 ho scritto il romanzo “I re selvatici”.  Dal 2006 al 2009 sono stata autrice e conduttrice di programmi radio culturali a Rai International. Nel 2009 sono diventata giornalista pubblicista scrivendo recensioni cinematografiche per il giornale “Avanti!”, quindi ho scritto di arte, cinema e architettura  (Domus, Lo Specchio, Casa Vogue, Art Passions, L’Uomo Vogue, Il Messaggero, Cahiers du Cinéma). Nel 2015-2017 mi sono trasferita a Düsseldorf dove sono diventata scultrice e pittrice stando a contatto e scrivendo articoli su artisti vicini all’Accademia d’arte. Da allora la mia vita è cambiata. Vivo a Roma.

Sia nella scrittura sia nella scultura, quello che cerco è una regia che – attraverso il suono delle parole o il segno nella materia – capti nel ritmo un dettaglio dell’esistenza. Per questo la musica  e la danza sono per me cruciali, per trasformare la realizzazione in rituale. Pitture e sculture sono per me epifanie sinestetiche, cioè colori e forme che collocano idee e sensazioni nel tempo-spazio. Nelle opere con le parole, mi interessa come il linguaggio stia diventando letterale, dunque visivo e fonico, con la perdita graduale della capacità di generare astrazione, dunque prefigurazione di sé nello spazio e nel tempo.

Il cinema è per me un riferimento. I registi a cui mi sento vicina sono John Cassavetes, Elio Petri, David Lynch, Rainer Werner Fassbinder, Ingmar Bergman, Fritz Lang.

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I am Italian-Swiss artist and writer. I was born in Rome in 1968. I graduated in Literature and Philosophy  at La Sapienza University in Rome with the thesis “Voltaire and the Theory of Theater”.

My paternal family’s origins are from Sardinia and Australia. My great grandfather emigrated from Sweden to Australia at the end of XIXth century and was co-founder of the Theosophic Society which was at forefront for women’s empowerment.

While studying, I worked until 2006 in an art gallery in Rome. Among the artists whose exhibitions I contributed to: Tadeusz Kantor, Miklos Erdely, Getulio Alviani, Henryk Stazewski, Eustachy Kossakowski, Jaroslaw Kozakiewicz, Szymon Urbanski.  In 1996-97 I took drama classes with the actor Julio Solinas and was the main protagonist of his play “Radia” taken from “The Plague” by Camus. In 2003 my first novel “Salomon’s Syndrome” (Oèdipus ed.) was published. I write poems. In 2005 I conceived and was the speaker of the round table “From Constructivism to web art” at the Polish Institute in Rome, with Andrzej Turowski, Giacinto Di Pietrantonio, Getulio Alviani, Elena Giulia Rossi. From 2006 to 2009 I have been host and author of cultural radio programs for Rai International.  In 2009 I became free lance journalist writing reviews on cinema for “Avanti!” newspaper. In 2008 I wrote the novel “The Wild Kings”. Since 2009 I have written articles and essays on art, film and architecture (Casa Vogue, L’Uomo Vogue, Art Passions, Lo Specchio, Domus, Il Messaggero, Cahiers du Cinéma).  Among others. In 2015-2017 I moved to Düsseldorf where I became a sculptress  and painter being in contact and writing articles on artists close to the Art Academy. Since then my life has changed. I am now based in Rome.

When I sculpt or write, I act as a director who can catch – through words’ sound or the sign on the matter – the rhythm in a detail of existence. This is why dance and music is crucial for me, it  transforms the making into a ritual. The paintings and the sculptures are for me synaesthetic epiphanies, colors and shapes that place ideas and feelings into space and time. With my works with words, I am interested in how language is becoming literal, therefore purely phonic and visual, losing its capacity to generate abstraction, therefore to prefigure ourselves in time and space.

Films are a reference to me. The directors I feel close to are: Elio Petri, John Cassavetes, David Lynch, Rainer Werner Fassbinder, Ingmar Bergman, Fritz Lang.