Biografia / Biography

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Angela Maria Piga è una scultrice e scrittrice italo-svizzera. Si è laureata in Lettere e Filosofia all’università La Sapienza di Roma nel 1997 con la tesi “Voltaire e la teoria del teatro” (110/110 e lode). Vive  a Roma.

Durante gli studi ha lavorato come assistente di galleria d’arte di Roma fino al 2005. Fra le mostre a cui ha contribuito: Tadeusz Kantor, Jaroslaw Kozakiewicz, Horia Bernea, Henryk Stazewski, Szymon Urbański, Jaroslaw Modzelewski, Getulio Alviani, Miklós Erdély, Arthur Sandler, Orna Ben-Ami, Pietro Perrone. Nel 1996 ha seguito un corso di recitazione di un anno con l’attore Julio Solinas e il regista teatrale Emanuele Faina. Nel 2003 è stato pubblicato il suo primo romanzo “La sindrome di Salomone” (Oèdipus ed.), nel 2008 ha scritto il secondo, “I re selvatici”. Dal 2006 al 2009 è stata autrice e conduttrice di programmi radio culturali in Inglese per Rai International. Dal 2009 al 2016 ha scritto di cultura per stampa italiana e straniera.  Nel 2015 si è trasferita a Düsseldorf per due anni. Qui ha cominciato a realizzare scultura nel 2017 perfezionando poi la tecnica una volta tornata a Roma dove ha seguito un corso annuale di modellato con Emiliano Coletta, artista professore all’Accademia RUFA di Roma. Cuoce le sculture presso il laboratorio di ceramica Paolelli di Roma. Nel 2022 la casa editrice L’erudita ha pubblicato il libro “Easy Writer” con la raccolta delle sue poesie.

Il cinema è un impportante riferimento per me, specialmente i film di Elio Petri, Rainer Werner Fassbinder, John Cassavetes, David Lynch, Andrej Tarkovskij.

Le mie sculture sono forme di un sub-mondo privo di alfabeto, impossibilitate quindi ad avere una collocazione che le qualifichi. Lo stesso mondo privo di parola pertiene ai lavori sul linguaggio, destrutturato dalla lingua parlata e dalla fonetica, laddove il letterale ha sostituito il metaforico. Si tratta di linguaggi segnici autoreferenziali, impossibili perciò da essere intesi collettivamente e univocamente. Dapprima sono l’oggetto o il suono a sostituire il significato, fino a che sarà proprio questo a scomparire del tutto, come nel film di Jean-Luc Godard “Alphaville”, dove quando le parole scompaiono, scompaiono con esse ciò che rappresentano. Si prefigura così un mondo di forme, colori e codici casuali dove l’assenza di sintassi implica l’assenza di proiezione nel passato, nell’ipotetico e nel futuro, la fine del pensiero astratto e teoretico.

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Angela Maria Piga is an Italian-Swiss sculptress and writer. She graduated in 1997 in Literature and Philosophy at La Sapienza University of Rome with the thesis “Voltaire and the theater’s theory” (110/110 with honors). She lives in Rome.

While studying, she worked as an art gallery assistant in Rome until 2005. Among the exhibitions she contributed to: Tadeusz Kantor, Jaroslaw Kozakiewicz, Szymon Urbański, Horia Bernea, Henryk Stazewski, Miklós Erdély, Arthur Sandler, Pietro Perrone, Orna Ben-Ami, Getulio Alviani. In 1996 she attended a one year drama course with the actor Julio Solinas and the theater director Emanuele Faina. Her first novel “La sindrome di Salomone” (Oèdipus ed.) was published in 2003. From 2006 to 2009 she has been author and host of cultural radio programs in English for Rai International. In 2009 From 2009 to 2016 she contributed for culture to Italian and foreign magazines. In 2015 she moved to Düsseldorf for two years where she started to make sculptures in 2017. Back in Rome, she attends a one year clay modeling course with the artist Emiliano Coletta, professor at RUFA Academy in Rome. She fires her sculptures at Paolelli’s ceramic workshop in Rome. In 2022 the book “Easy Writer” with a series of her poems has been published by L’Erudita ed. .

Films are an important reference to me, especially those by Elio Petri, Rainer Werner Fassbinder, John Cassavetes and David Lynch, Andrej Tarkovskij.

My sculptures are forms thriving from an underworld without any alphabet. They are therefore without any frame and qualification. The works on language come from the same wordless world, deconstructed by the spoken language and the phonetics. Literal language replaces the metaphorical one giving rise to self-referential signs which are impossible to be understood collectively and uniquely.  The object and the sound replace the meaning making it disappear, like in Jean-Luc Godard’s movie “Alphaville”. In the story, when words disappear from dictionaries the content disappears too, envisaging a scenario of shapes, colors and casual codes. The lack of syntax prevents from projecting into the past, the future and any hypothetical context, and outlines the end of any abstract and theoretical thought.