Bio

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Angela Maria Piga è un’artista e poeta italo-svizzera, nata nel 1968 a Roma dove si è laureata in Letteratura Francese all’università La Sapienza con la tesi “Voltaire e la teoria del teatro” (110/110 e lode) con il Prof. Giovanni Marchi e la Prof.ssa Daria Galateria.

Nel 1986 ha vissuto a Vancouver (Canada). Dal 1990 al 2006 ha lavorato in una galleria d’arte a Roma. Ha frequentato un corso di sceneggiatura con Robert McKee. Nel 2003 è stato pubblicato il suo romanzo “La sindrome di Salomone” (Oèdipud ed.). Dal 2006 al 2009 è stata autrice e conduttrice di programmi radio culturali in Inglese a Rai International. Dal 2010 al 2018 ha scritto di arte, architettura e cinema su Lo Specchio (La Stampa), Il Messaggero,  Cahiers du Cinéma, Domus, Gente di Fotografia, Casa Vogue, Il Secolo XIX, la rivista svizzera Art Passions e la rivista culturale greca Highlights.  Fra le interviste: Tony Oursler, Wim Wenders, William Kentridge, Ed Ruscha, Christo, Joan Jonas, Doug Aitken, Lech Majewski, David Zwirner,  Michel Ocelot, Patrice Leconte, Massimiliano Gioni. Nel 2015 ha co-curato la mostra  “Portrait/Voice” al Museo Laboratorio della Mente di Roma e si è trasferita a Düsseldorf. Qui, vivendo per due anni a stretto contatto con artisti vicini all’Accademia d’arte e praticando arte terapia alla LVR Klinikum per curare una depressione ha cominciato a realizzare scultura nel 2017. Tornata a Roma ha seguito per un anno un corso di ceramica al Laboratorio Paolelli con Emiliano Coletta, professore all’Accademia RUFA. Vive a Roma.

Il cinema è un suo importante riferimento, in particolare quello di Pier Paolo Pasolini, David Lynch, Rainer Werner Fassbinder. Dal punto di vista letterario, gli scrittori che più hanno contribuito alla sua formazione sono Virginia Woolf, Luigi Pirandello, i Fratelli Grimm e Franz Kafka. Artisticamente l’opera di Medardo Rosso, Edvard Munch and Jean Dubuffet.

Da bambina praticò danza classica e ginnastica artistica. Il ritmo è cruciale nella realizzazione delle sue sculture e poesie per cogliere e combinare movimento, tempo e spazio in un’unica coreografia.

foto Angela inaugurazione

"Approdo", 2018, Galleria Maja Arte Contemporanea Roma, foto Estella Marcheggiano

Angela Maria Piga is an Italian-Swiss artist and poet.  She was born in 1968 in Rome where she graduated in French Literature at La Sapienza University with the thesis “Voltaire and the theater’s theory” (110/110 with honors) with Prof. Giovanni Marchi and Prof. Daria Galateria.

In 1986 she lived in Vancouver (Canada). From 1990 to 2006 she worked in Rome in an art gallery.  She attended script-writing classes with Robert McKee. In 2003 her novel “La sindrome di Salomone” was published (Oèdipus ed.). From 2006 to 2009 she has been author and host of cultural radio programs in English for Rai International. From 2010 to 2018 she wrote on art, architecture and cinema on Lo Specchio (La Stampa), Il Messaggero, Gente di Fotografia, Il Secolo XIX, Cahiers du Cinéma, Domus, Casa Vogue, the Swiss art magazine Art Passions and the Greek cultural magazine Highlights. Among the interviews: Wim Wenders, William Kentridge, Ed Ruscha, Christo, Joan Jonas, Doug Aitken, Tony Oursler, David Zwirner,  Michel Ocelot, Patrice Leconte, Massimiliano Gioni. In 2015 she was co-curator of the exhibition “Portrait/Voice” at the Museo Laboratorio della Mente in Rome. She then moved to Düsseldorf for two years and, living in contact with artists close to the Art Academy and practicing art therapy sessions at LVR Klinikum to heal from a burn-out, she started making sculptures in 2017. Back in Rome, she attended a one year modeling course at Paolelli Workshop with Emiliano Coletta, professor at RUFA Academy. She lives in Rome.

Cinema is an important reference to her, especially the movies by Pier Paolo Pasolini, David Lynch, Rainer Werner Fassbinder. Her literary background was influenced by Virginia Woolf, Luigi Pirandello and Franz Kafka. Her artistic by Edvard Munch, Medardo Rosso and Jean Dubuffet.

As a child she practiced ballet and artistic gymnastic. Rhythm is crucial in the making of her sculptures and in the writing of poems to combine time, space and movement in a unique choreography.

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